RANDAZZO: "L’Italia rischia il crepuscolo della democrazia"

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lunedì 28 luglio 2008

Si è conclusa martedì 22 luglio nell’aula del Senato – ha dichiarato il senatore Nino Randazzo (PD), della ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide della circoscrizione Estero -   un’altra puntata della saga senza fine del governo Berlusconi, che vede esautorato e delegittimato il Parlamento col passaggio a spron battuto di disegni di legge a principale beneficio personale del presidente del Consiglio o diretti a colpire le famiglie dei lavoratori e del ceto medio, e gli italiani all’estero, mentre il coprimario, il leader leghista ministro Umberto Bossi arricchisce il suo repertorio anti-italiano col gesto del dito mignolo alzato all’inno nazionale “Fratelli d’Italia” (come se non fosse bastato il suo invito a servirsi del tricolore come carta igienica).

Episodio culminante della puntata di ieri, l’approvazione del cosiddetto “lodo Alfano” (dal nome del ministro di …Giustizia, si fa per dire) col quale, ottenendo l’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato – presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidenti della Camere – il Cavaliere evita ancora una volta per tutta la durata del mandato di rendere conto alla Giustizia nella fase conclusiva di un lungo processo per corruzione nel foro di Milano, il “processo Mills”. E così sia”.

 “L’immagine dell’Italia che viene proiettata nel mondo, e soprattutto ai cittadini italiani che vivono il mondo – prosegue il senatore Randazzo -   è volgare, umiliante, inaccettabile e assolutamente anomala per un Paese civile, democratico e occidentale. L’immagine di un ministro, che avrebbe dovuto giurare fedeltà alla Costituzione e che sputa sui sacri simboli dell’identità e dell’unità nazionale, quali appunto la bandiera e l’inno ufficiale, fa immancabilmente perdere credibilità al nostro Paese nel mondo e al tempo stesso vede aumentare la nostra iniziativa di parlamentari dell’opposizione e la nostra responsabilità per mobilitare e fare emergere il meglio che l’Italia esprime”. “Ma non dobbiamo cadere nell’errore di spostare tutta l’attenzione su un lurido gesto da bassifondi o da curve di stadio e far passare in secondo   piano il progetto politico di destrutturazione del sistema di protezione sociale del mercato del   lavoro portato avanti dal governo Berlusconi e che con la proposta della legge finanziaria trova una sua feroce applicazione da far pagare ai lavoratori, alle famiglie, ai malati, alle imprese e all’ambiente”.

“In sintonia con questo – conclude il parlamentare democratico - anche i tagli feroci e generalizzati ai capitoli di spesa che riguardano gli italiani all’estero e il Ministero degli Esteri. E’ necessaria una risposta adeguata e intelligente, fondata sul massimo di coesione sociale e nazionale, che il Partito Democratico deve sapere perseguire con determinazione. Altrimenti si rischia di trovarsi nel crepuscolo della democrazia italiana”.

 
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