Laura Garavini interviene in aula sul Trattato di Lisbona

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mercoledì 30 luglio 2008

"Con il Trattato di Lisbona vince l’Europa e vinciamo tutti noi. Il Trattato crea le basi per l’Europa che vogliamo". Con queste parole l’on. Laura Garavini (PD) ha ribadito il sì del suo gruppo alla Trattato. Rivolgendosi anche ai banchi della maggioranza ha espresso l’augurio "che in questo parlamento, sulla rafitica del trattato di Lisbona, voteremo all´unanimitá, noi dell´opposizione, ma anche la maggioranza, compresi gli esponenti della Lega. Sarebbe importante. Per lanciare un segnale politico forte: per noi, per l´Italia tutta, il Trattato di Lisbona rappresenta un atto importante, a cui non possiamo rinunciare. La ratifica del Trattato di Lisbona puó diventare la conferma di quanto l´Europa sia e continui ad essere la nostra casa comune, in cui crediamo e che vogliamo tutelare e rilanciare".

"Tanti, io per prima", ha continuato la Garavini, "avrebbero voluto che il Trattato fosse ancora piú audace in termini di condivisione di diritti e di estensione di benefici. Ma, nonostante si tratti di un compromesso, è una grande ed importante conquista. Perché con il Trattato di Lisbona vincono i cittadini, perché per la prima volta con la cosidetta "iniziativa dei cittadini" questi ultimi hanno la possibilità di partecipare direttamente alla creazione della politica europea e di influire sull’agenda della Commissione Europea. Vince la società civile, perché nel Trattato viene previsto che Bruxelles si consulta e dialoga con le associazioni, con la società civile, con le parti sociali. Vincono i Parlamenti come espressione della volontà dei cittadini, sia il parlamento europeo che i parlamenti nazionali, perché il loro ruolo nelle decisioni europee viene rafforzato. Vincono anche le comunità locali e le regioni, perché nel Trattato viene esplicitamente affermato il principio della sussidarietà".

Il passo in avanti che fa l’Unione Europea con il Trattato di Lisbona ha detto Laura Garavini, "rende particolarmente contenti tutti quegli italiani che già adesso vivono ogni giorno l´Europa. Io stessa sono una di quei milioni di italiani che risiedono all’estero in Europa, ci lavorano, ci studiano, ci vivono, si confrontano quotidianamente con le realtá e con le difficoltá, ma anche con i vantaggi di una grande unione europea. Siamo una sorta di pionieri dell´essere europei: con il nostro pendolarismo, il nostro andare e pensare oltre le frontiere, il vivere tra e con due o piú culture; con il fatto che ci confrontiamo ogni giorno con tradizioni e costumi diversi, ma rendendoci conto allo stesso tempo della comune base di valori, siamo per antonomasia gli interpreti ideali di quanto sia positivo e proficuo vivere l´Europa. Proprio per questo da noi italiani in Europa, arriva un "Sì" ancora più convinto, un "Sì" ancora più forte al Trattato di Lisbona".

Confermando di essere contenta "del passo che ci apprestiamo a fare con la ratifica del Trattato" la Garavini ha sottolineato che "non ci possiamo fermare qua. Bisogna creare l’Europa non solo sulla carta. Bisogna crearla soprattutto nei cuori delle donne e degli uomini che vivono in Europa. Abbiamo bisogno di entusiasmare di nuovo i cittadini per l´Europa. La politica europea, e la politica italiana in primo luogo, devono trovare risposte concrete che facciano sí che i cittadini tornino a credere nell´Europa, tornino ad entusiasmarsi per un progetto che nel primo dopoguerra ha raccolto straordinari consensi".

Creare piú entusiasmo secondo la Garavini "significa innanzitutto riconoscere all´Europa i meriti che ha. E´ una brutta e frequente abitudine della politica nazionale: attribuire a sé tutti i meriti e addossare all’Europa tutte le colpe per i problemi che si devono affrontare. Per far vincere l’Europa anche nei cuori degli europei, nel cuore degli italiani, dobbiamo invece spiegare di pù ai cittadini quali grandi meriti ha l’Europa per l’Italia e per gli italiani. Proprio in Italia, soprattutto nell´Italia del Sud, ma non solo, sono state realizzate numerose infrastrutture e progetti che sono stati resi possibili solo grazie agli interventi europei. Tutti noi dovremmo smetterla di usare l’Europa come facile capro espiatorio. La gente dirá "Sì" all’Europa in modo più convinto se sente la verità: cioè che l’Italia, grazie all’Europa, vince già adesso".

"Ma non è solo una questione di comunicazione, dobbiamo anche sviluppare la politica europea nella direzione giusta", ha continuato la deputata PD che fa parte della commissione per le politiche dell’Unione europea. "Purtroppo è un dato di fatto che i cittadini in Europa stanno perdendo fiducia nell´Unione Europea. Il no al referendum in Irlanda è un segnale politico che ci deve fare riflettere, così come pure i precedenti no in Francia e in Olanda. Per tanti l´Europa è qualcosa che viene vista con diffidenza, non come amico al proprio fianco ma come potenziale pericolo. Uno dei motivi principali è che l´Unione Europea viene interpretata soprattutto come un´unione monetaria, commerciale, economica e finanziaria. Manca in modo preoccupante la dimensione sociale. Per questo l´Europa è per tanti un qualcosa di distante, di burocratico, qualcosa che mette a rischio e non protegge.

Secondo la Garavini "il Trattato di Lisbona ha anche il grande merito di gettare le basi per una politica diversa. Una politica che faccia diventare l’Europa anche un´Europa sociale. Il Trattato rafforza la dimensione sociale dell’Europa affermando che il sistema della libera concorrenza non è uno scopo autoreferenziale a sé, ma è uno strumento per raggiungere non solo più produttività, ma anche più occupazione, più progresso sociale e più stabilità dei prezzi. È la base per fare dell’unione economica anche un’unione sociale".

In questo senso, ha detto Laura Garavini, "dobbiamo seguire con attenzione quanto viene discusso in altri paesi, vale a dire la possibilitá di creare un patto sociale condiviso che serva da nuova base per il rilancio dell´Europa". La deputata PD, eletta nelle circoscrizione estero, ha fatto appello "che l’Europa applichi il sistema del benchmarking anche nel sociale! Cioè l´Europa non deve favorire la corsa al ribasso nella tutela dei diritti sociali, ma al contrario deve far sí che il miglior sistema sociale diventi per tutti l´esempio da seguire e da imitare. Una politica di questo tipo andrebbe a vantaggio di tutti noi e farebbe sí che la gente riacquistasse fiducia nell´Europa.

"Diciamo "sí" in modo convinto al Trattato di Lisbona", ha detto la Garavini nel suo appello finale. "Diciamo "sì" non soltanto perché il Trattato ci da un’Europa più democratica, più trasparente e più efficiente. Ma anche perché getta le basi giuste per allargare gli orizzonti politici dell’Europa creando un’Unione Europea più sociale, un’Unione Europea più vicina alla gente. Diciamo "sì" al Trattato di Lisbona perché sono convinta che crea le basi per l’Europa che vogliamo".

 
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