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Comites Berna: "A Kandersteg esprimeremo pubblicamente il nostro rammarico"

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mercoledì 03 settembre 2008

 

A un mese dalla comunicazione ufficiale da parte del Ministero degli Affari Esteri della soppressione, con decorrenza 1° dicembre 2008, del Consolato di Berna e l’istituzione presso l’Ambasciata d’Italia in Svizzera di una cancelleria consolare, informo che il COMITES di Berna, nella riunione dello scorso 22 agosto, all’unanimità dei presenti, ha deciso di esprimere pubblicamente  il proprio rammarico nel corso della  manifestazione del 7 settembre a Kandersteg, di attuare nelle prossime settimane l’occupazione del Consolato, e se  il regime di non dialogo dovesse permanere, di dimissionare. Ciò che indigna, oltre il sopportabile, è che, ben coscienti dello stato dell’arte del progetto elaborato dall’Intercomites e dai Consiglieri CGIE in Svizzera allo scopo di rendere snella, efficiente ed economica la rete consolare, il Comites di Berna e la Comunità da esso rappresentato è stato l’oggetto di un indecoroso silenzio da parte delle Autorità Ministeriali a più riprese ufficialmente interpellate, lasciando così spazio al lievitare di una giustificata indignazione ed al fiorire di inopportune congetture politiche, che non hanno luogo di essere, da parte di osservatori ovviamente non edotti. Il Comites di Berna e tutta la comunità italiana del Cantone di Berna e della sua Circoscrizione Consolare è profondamente sconcertata dall’incredibile indisponibilità a discutere e di voler procedere unilateralmente a tagli incongrui forzatamente portatori di oneri economici maggiorati, sia nella funzione e nella struttura che nella gestione dell’apparato consolare di Berna. Tutto ciò  ha creato un clima di indignazione incontenibile nella Collettività, che ha già dovuto sopportare vari disagi con le varie ristrutturazioni, che da  anni vedono abbassare gradualmente la funzionalità degli sportelli consolari per mancanza di personale e di gestione competente. E’ scandaloso che un Paese, grande come lo è l’Italia,  per far quadrare i bilanci, debba ridurre i già modestissimi contributi sui capitoli di spesa agli italiani all’estero!Parliamo di una diaspora, che da vari decenni, grazie alle sue profumate e congrue rimesse all’erario italiano, con la diffusione capillare dell’acquisto di beni di consumo italiani e la promozione oltremodo attiva del “Made in Italy” e del turismo, dà all’Italia, senza soluzione di continuo e sempre di più, un impulso economico ingente.Ben altri sono i capitoli da ridimensionare. Senza voler citarli tutti, tengo a sottolineare quelli che proteggono indiscriminatamente i privilegi delle varie caste che operano a vantaggio della propria ricchezza e non del bene comune. Tutto questo è molto triste. Proprio quando la Comunità Italiana in Svizzera si appresta a celebrare i cento anni trascorsi dalla Tragedia del Lötschberg, che vide il sacrificio di tanti lavoratori italiani testimoni di tutti gli italiani periti nella costruzione delle varie trasversali alpine, opere di traforo che hanno portato il benessere in tutta l’Europa, la nostra Comunità Italiana del Cantone di Berna deve sopportare sulla sua pelle non solo la chiusura del suo Consolato ma soprattuttol’umiliazione di una disattenzione ingiustificabile da parte delle Autorità Italiane. Mi auguro che quei membri della presidenza del CGIE o del Parlamento che sono stati ufficialmente consultati e che hanno occultamente e/o oculatamente dato il loro parere favorevole per la chiusura del Consolato di Berna, senza informarne in modo rispettoso il Comites stesso, abbiano non solo la dignità, ma anche il buon gusto di non venire a celebrare con noi la Commemorazione del Centenario e della tragedia del Lötschberg.
 
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