Il quotidiano “Gente d’Italia" intervista Franco Danieli

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lunedì 26 maggio 2008

“I primi passi mossi dal governo Berlusconi hanno messo in evidenza una totale disattenzione per la questione degli italiani del mondo. Negli ultimi due anni l’attuale maggioranza ha sbandierato che un Vice Ministro era troppo poco per gli Italiani nel mondo e adesso i nostri connazionali all’estero dovranno accontentarsi di un sottosegretario che avrà la delega in condominio con molte altre. Ciononostante confido nella serietà e competenza del Sottosegretario Mantica, che incontrerò la prossima settimana ed al quale formulo naturalmente i migliori auguri di buon lavoro”

Senatore Danieli, questa è la prima intervista che rilascia dopo le elezioni, perché non è intervenuto prima?

"Ho voluto avere i dati definitivi sul voto comprese le preferenze espresse e attendere la formazione del nuovo governo per poter esprimere un giudizio compiuto; le analisi “a caldo” – come da più parti sono state fatte – rispondevano in gran parte a logiche di  posizionamento o di marketing politico".

 E quale è il suo giudizio?

"Partiamo dal voto: possiamo dire che vi è stata una sostanziale conferma del dato di partecipazione del 2006 e questo è sicuramente un elemento positivo come positivi sono stati anche i correttivi di “buon senso” introdotti nel decreto elettorale che hanno migliorato le modalità di svolgimento della consultazione e dello scrutinio".

 E i risultati ?

"Certificano un bipolarismo politico che si era già manifestato in passato e che testimonia l’attenzione con cui i nostri connazionali seguono la vita politica italiana.

Il Partito Democratico ottiene un risultato a “macchia di leopardo”,  in Europa il radicamento dei nostri candidati ha ottenuto il successo sperato, nelle altre ripartizioni sono stati commessi gravi errori che hanno portato a “regalare” due senatori ad altre formazioni. Questo è un dato su cui riflettere per evitare che si ripeta in futuro. Ho constatato che purtroppo in qualcuno più che pensare al risultato del Partito Democratico nel suo complesso, sono prevalse vecchie logiche di appartenenza che considero deleterie e contrarie allo spirito fondativo del Partito stesso, che nasce dalla riunione di più soggetti e che deve garantire il pluralismo ideale originale e soprattutto deve essere pienamente “democratico”.

Il Pdl ha ottenuto un risultato lontano da quello sperato, nonostante la riunificazione delle liste del 2006 e l’ingente quantità di denaro speso"

 Ma anche in questa tornata elettorale non sono mancate polemiche sul voto all’estero.

"E sempre ve ne saranno se non si modifica la legge Tremaglia. E’ evidente che il voto per corrispondenza – come ho ripetuto mille volte – comporta inevitabilmente dei rischi. La gestione del plico è rimessa esclusivamente al senso civico di ognuno degli elettori. Ma l’elemento più grave è quanto è stato denunciato da più parti, anche dal Presidente Fancelli, e che riguarda “presunti” brogli effettuati in grande stile. Mi auguro che la magistratura faccia rapidamente chiarezza, anche se la sua attività è complicata dalla necessità di rogatorie all’estero. L’altro fenomeno è quello di cittadini italiani che si iscrivono all’Aire solo pochi giorni prima del voto per potersi candidare, un tentativo di aggiramento della legge. Vi sono stati poi alcuni casi di coinvolgimento di organismi istituzionali, come il Comites di Miami che ha fatto sul suo bollettino propaganda elettorale per un candidato del Pdl e ciò è inaccettabile e contrario alle norme.

Ma forse è arrivato anche il momento di una riflessione più di fondo sul sistema normativo, considerando che oggi solo il 27 % dei cittadini residenti all’estero è nato in Italia, che quasi tutti hanno la doppia cittadinanza, che le richieste di ricostruzione jure sanguinis ammontano ad oltre un milione e che potrebbero crescere a dismisura ed infine che l’elezione dell’ex ambasciatore della Repubblica Argentina, Caselli, ci deve porre qualche interrogativo relativamente alle potenziali interferenze sul Parlamento e sul Governo nazionale da parte di altri Stati. Sono riflessioni che lascio sul tavolo ma che considero ineludibili in un processo riformatore che deve svolgersi in questa legislatura".  E sul Governo qual è il suo giudizio?

"I primi passi mossi dal governo Berlusconi hanno messo in evidenza una totale disattenzione per la questione degli italiani del mondo. Negli ultimi due anni l’attuale maggioranza ha sbandierato che un Vice Ministro era troppo poco per gli Italiani nel mondo e adesso i nostri connazionali all’estero dovranno accontentarsi di un Sottosegretario che avrà la delega in condominio con molte altre.

Ciononostante confido nella serietà e competenza del Sottosegretario Mantica, che incontrerò la prossima settimana ed al quale formulo naturalmente i migliori auguri di buon lavoro"

 Quali sono le priorità per gli Italiani nel mondo?

"Le questioni prioritarie sono le stesse su cui si era avviato un importante processo riformatore nella precedente legislatura e che mi auguro possa riprendere rapidamente in questa. Dalla riforma della legge 153 a quella della rappresentanza, dalla ammodernamento della rete consolare alla estenzione della assistenza diretta, dalla modifica della legge sulla cittadinanza a quella degli istituti di cultura. Anche se con un solo anno e mezzo di lavoro, posso affermare che molte attività sono state realizzate partendo dal recupero di importanti risorse finanziarie. 

Voglio ancora aggiungere che gli ultimi atti della mia gestione sono stati quelli della erogazione di un contributo di solidarietà – in forma automatica- a alcune migliaia di connazionali indigenti e la firma di una convenzione con l’istituto Luce per la messa on line sul sito del Ministero degli Affari Esteri dei materiali visivi e sonori riguardanti l’emigrazione italiana.

Tra le priorità ricordo che nel 2008 dovranno essere utilizzate le risorse finanziare per la realizzazione della I conferenza dei giovani italiani e di origine italiana nel mondo e per l’avvio del Museo dell’Emigrazione italiana, in particolare su questi due punti solleciterò il sottosegretario Mantica".

 Lei continuerà a con l’impegno politico ?

"Mi permetta di dire che questa è una domanda superflua e un po’ provocatoria. Io mi occupo di italiani all’estero da quando….. sono nato, e non per guadagnare uno stipendio. Il mio interesse per questo universo è parte fondamentale della mia vita. Continuerò nel Partito Democratico a svolgere questa attività".

 A proposito di Partito Democratico in questi giorni tiene banco la discussione sullo statuto…

"Esatto. La discussione sullo statuto della Circoscrizione Estero è urgente per superare una fase di incertezza politico-organizzativa. C’è una domanda unanime che arriva da tutte le realtà della circoscrizione ed è per questo che dobbiamo dotarci di una politica e di strumenti innovativi coinvolgendo il maggior numero di persone e rilanciando il rapporto tra le singole realtà, i parlamentari e il coordinamento nazionale".

 In che modo si lavorerà per raggiungere gli obiettivi?

"Utilizzeremo tutti gli strumenti di coinvolgimento già positivamente sperimentati a partire dalle Primarie per garantire la massima democraticità sia per la scelta dei gruppi dirigenti sia per le candidature".

 
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