NERI (PD): Inaccettabile latitanza istituzioni italiane su paralisi Comites di Atene"

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lunedì 08 settembre 2008

“Sei dei dodici componenti del Comites di Atene, quelli eletti nella lista di Forza Italia capeggiata dall’ex deputato Romagnoli, da tre anni boicottano sistematicamente e deliberatamente i lavori del Comites impedendone il funzionamento attraverso una reiterata e inaccettabile non partecipazione ai lavori del Comites stesso. L’art. 8 della Legge istitutiva dei Comites (n. 205 del 8 maggio 1985)  afferma che “La mancata partecipazione immotivata per tre sedute consecutive comporta la decadenza dalla carica”, e come è stato possibile che non per tre sedute consecutive ma per ben tre anni si sia consentito di violare una legge e negare un diritto alla collettività italiana in Grecia?

Che cosa aspetta chi, a Roma come ad Atene, è chiamato ad assumere decisioni a fare ciò che avrebbe dovuto aver fatto da tre anni? E’ inaccettabile e inescusabile la compiacenza con chi, invece di onorare il mandato ricevuto dai cittadini, agisce per non far funzionare organismi istituiti con leggi dello Stato e finanziati con risorse pubbliche”: è questo il commento di Luciano Neri (Coordinamento Nazionale PD – Italiani nel mondo) in merito ad una paralisi del Comites di Atene che va avanti da ormai tre anni.

“Che cosa deve fare di più il presidente Saracini dopo aver chiesto responsabilità a Romagnoli e ai suoi e dopo aver chiesto alla rappresentanza diplomatico-consolare di Atene di far rispettare la legge del Comites che esplicitamente vieta forme di boicottaggio istituzionale? Che deve fare ancora Angelo Saracini che è arrivato a rassegnare le dimissioni da presidente del Comites  sperando di poter contribuire così al rinnovo dell’organismo? Personalmente, in passato, mi sono fatto carico di evidenziare una contiguità tra rappresentanti diplomatici e consolari che ad Atene troppe volte si sono comportati più come funzionari di partito che come rappresentanti di uno Stato – ha dichiarato Luciano Neri -. Spero che quei tempi e quei “rappresentanti” siano definitivamente tramontati, e spero che chi, a Roma come ad Atene, è deputato ad assumere decisioni, fughi qualsiasi dubbio e faccia, rapidamente, quello che non ha ancora fatto, quello che è giusto fare e quello che le leggi approvate dal Parlamento prevedono. Per seguire più da vicino questa vicenda sarò personalmente ad Atene nei prossimi giorni. Inoltre abbiamo già presentato una specifica interrogazione parlamentare e chiesto una serie di incontri per avere spiegazioni, per sapere quali iniziative si intendono assumere per non subire quello è un inaccettabile ricatto politico, per chiedere cosa si intende fare per recuperare legalità, efficienza e rimettere il Comites di Atene nella pienezza della sua operatività. Ho profonda stima del segretario generale del CGIE e del comitato di presidenza che stanno facendo un ottimo lavoro – ha concluso Luciano Neri -. Mi permetto, però, di nutrire qualche dubbio sulla scelta di assegnare un’indagine conoscitiva a Massimo Romagnoli, cioè al principale responsabile di questa situazione. I sei esponenti della lista degli Azzurri nel mondo di Atene non hanno alcuna autonomia e fanno solo quello che vuole Romagnoli e non c’è niente da indagare su una situazione che è conosciuta da tre anni e che è stata puntualmente e con continuità riferita a tutti gli organismi deputati dal presidente del Comites”.

 
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