Finanziaria 2009, la protesta degli italiani in Svizzera

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lunedì 03 novembre 2008

di Franco Narducci

 

Gridano “vergogna” i tagli ai fondi per gli italiani all’estero, ridotti da 80 a 31,5 milioni di euro. Grida “vergogna “ la comunità italiana in Svizzera radunata a Berna davanti alla Casa d’Italia, dove si è recato il sottosegretario Mantica il 31 ottobre scorso.

La comunità italiana ha espresso  con cori vivacissimi la sua indignazione per le politiche del Governo verso gli italiani emigrati manifestando al sen. Mantica il proprio disappunto. Lo ha fatto con scritte che non lasciano ombra di dubbio accogliendo il sottosegretario al suo arrivo, scritte che sottolineavano il dolore di una comunità tradita nelle sue attese e nel suo amore per l’Italia; scritte come “italiani una risorsa”, oppure “giovani italiani all’estero traditi” e traditi proprio in un momento in cui si vuole promuovere la conferenza mondiale dei giovani; un tradimento che colpisce chi vuole mantenere ancora vivo il legame con la madrepatria, un legame che si realizza soprattutto attraverso l’insegnamento della lingua italiana.Mantica era venuto a Berna per parlare delle politiche del Governo e in particolare della prossima Conferenza mondiale, incontrando i giovani, l’Intercomites e i consiglieri del CGIE; ma a Berna ha potuto ascoltare dalla viva voce dei genitori, degli insegnanti che perderanno il posto di lavoro e dei presidenti degli enti gestori che con un alto senso del volontariato, reso possibile soltanto dall’amore verso l’Italia, garantiscono la sopravvivenza dei corsi, mediando spesso con le banche i finanziamenti così vitali e che di regola arrivano con ritardi insostenibili dall’Italia. L’effetto dei tagli colpirà in modo drammatico gli enti gestori (sorti nel 1993 per volontà del Governo italiano per ragioni politiche ma anche per ridurre drasticamente i costi): i contributi stanziati per i corsi di lingua e cultura italiana scenderanno da 34 milioni di euro del 2008 a 14,5 del 2009, ma l’effetto più dirompente è insito nella manovra triennale che, vista la riduzione progressiva, azzererà completamente gli interventi effettuati dagli enti gestori e riesce difficile credere che si possa sopperire aumentando il contingente degli insegnanti di ruolo provenienti dall’Italia. Siamo di fronte ad un colpo duro verso un settore che in Svizzera coinvolge 16 mila alunni di elementari e medie, gestito per il 50% da professori di ruolo nominati dal ministero dell'Istruzione e per il 50% agli Enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana.Qualcuno ha dichiarato che ''questi tagli per noi rappresentano una decapitazione, non sappiamo come finire l'anno scolastico'', parole chiare pronunciate dai diretti interessati alle quali si contrappone la “necessità di una maggiore flessibilità” chiesta dal sen. Mantica che vorrebbe verificare “se si può migliorare la qualità della spesa". A chi conosce la struttura dei preventivi e dei costi riesce difficile capire l’esercizio dialettico del sottosegretario Mantica, giacché in Svizzera i costi sono veramente compressi e in termini di sinergie di scala le possibilità di realizzare risparmi sono limitatissime e assolutamente non in grado di compensare le riduzioni previste per il 2009.Mantica durante l’incontro ha anche sottolineato che  e' necessario procedere "con la riforma del sistema delle rappresentanze: Comites, CGIE e parlamentari", una riforma che doterebbe queste istituzioni di maggiori poteri e anche di maggiore rappresentatività. Ma anche in questo caso vi è molto da obiettare; la legge che regola i Comites è stata applicata per la prima volta nel 2004 e quindi riesce difficile pensare che si trovi, nella maggioranza, il sostegno per varare in termini rapidi una nuova riforma con più poteri ai Comites. Nel 2010 si rischierebbe, oltretutto, di non avere le risorse per le elezioni di questi organismi e soprattutto di non avere una partecipazione adeguata delle comunità italiane emigrate. E’ sicuramente diversa la valutazione relativa al rinnovo del CGIE, per il quale occorre mettere mano ad una riforma che recepisca il cambiamento del quadro complessivo della rappresentanza.

Ma ora è urgente salvare il salvabile e la parola d’ordine è trovare i fondi, organizzando un sostegno bipartisan all’emendamento alla legge Finanziaria che contempla la creazione di un fondo di 40 milioni di euro per ripristinare le risorse per gli italiani all’estero; un emendamento dichiarato ammissibile dalla Commissione bilancio della Camera e che ha quindi la chance di essere discusso in Aula. Si deve infatti ritenere che la via emendativa, con compensazioni che non comportano aumenti di spesa, sia la più percorribile - almeno in questa fase - rispetto ad altre; altrimenti si rischia di distruggere una rete che gli italiani hanno costruito nel tempo, sapendo, per ammissione stessa del sottosegretario Mantica, che nel  2011 non si saprà più come fare.Con questa consapevolezza, il sottosegretario ha chiuso il suo incontro a Berna impegnandosi a sostenere la costituzione del fondo summenzionato, da recuperare dalle diverse voci di spesa contenute nella manovra.  

 
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