|
Da troppo tempo la tanto attesa convenzione-quadro tra patronati e consolati è in attesa di essere perfezionata per poter diventare, finalmente operativa. Questa la constatazione alla base della interrogazione che l’on. Laura Garavini (Pd) ha presentato al Ministro degli esteri, Franco Frattini, insieme ai colleghi Bucchino, Fedi e Porta.
Nella premessa, la deputata ricorda che "la legge 30 marzo 2001, n. 152 recante "Nuova disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale", agli articoli 7 e 8 riconosce ai patronati l'attività di informazione e di assistenza a favore di cittadini italiani e stranieri, anche se residenti all'estero, per le materie riguardanti l'emigrazione e l'immigrazione; la stessa legge 152/2001, all'articolo 11, prevede che "gli istituti di patronato e di assistenza sociale possono svolgere, sulla base di apposite convenzioni con il Ministero degli affari esteri, attività di supporto alle autorità diplomatiche e consolari italiane all'estero" e che tali attività debbono svilupparsi secondo le indicazioni vincolanti degli uffici consolari ed essere erogate agli utenti a titolo assolutamente gratuito". "Gli uffici consolari, a causa delle note carenze di risorse e personale, - argomenta la Garavini – si trovano in comprovate difficoltà nell'erogazione dei servizi e, quindi, nella necessità di ricorrere a soluzioni alternative; nel corso dell'ultima legislatura si è svolto tra i rappresentanti dei patronati e quelli del Ministero degli affari esteri un lungo e proficuo lavoro di messa a punto di uno schema di convenzione-quadro che, una volta sottoscritta dalle parti, dovrà servire da riferimento per le convenzioni da stipulare tra gli uffici consolari e i patronati operanti in loco; in detto schema di convenzione sono previste tutte le condizioni operative, di indirizzo e di controllo da parte dei consolati, nonché le garanzie di autonomia e gratuità per gli utenti". Per questo, dunque, la deputata chiede al Ministro di sapere se "nel quadro della predisposizione di un migliore servizio da offrire sia ai cittadini emigrati che agli stranieri interessati a venire nel nostro paese e con l'intento di sostenere l'attività degli uffici consolari, oberati da incombenze non sempre compatibili con gli attuali livelli di personale, non ritenga di favorire la conclusione dell'accordo con i patronati disponendo di perfezionare la stipula della convenzione-quadro, ferma inspiegabilmente ormai da diversi mesi". (aise) |