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Neri (Pd) al Console Generale di Buenos Aires: "Accetto il confronto"

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giovedì 30 aprile 2009

E propone il 4 giugno come possibile data dell'incontro. Continua il botta e risposta a distanza fra Luciano Neri, membro del coordinamento estero del Partito Democratico, e Giancarlo Curcio, Console Generale d'Italia a Buenos Aires.

A colpi di interviste e dichiarazioni alla stampa, i due si confrontano su temi a dir poco delicati, e che certamente continuano a fare discutere la comunità italiana residente in Argentina, ma anche chi a Roma si occupa da vicino di tutto ciò che riguarda il mondo degli italiani all'estero.

Dopo l'intervista di Gente d'Italia - quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia - a Neri, dove l'esponente del Pd ha puntato il dito contro Curcio, accusandolo fra l'altro di essere "incompatibile" con la sede dove attualmente svolge il suo incarico (L'OPINIONE Neri (Pd): "Il console di Buenos Aires Curcio eticamente ed istituzionalmente incompatibile con quella sede"), Ricky Filosa, direttore di Italiachiamaitalia.com, ha raggiunto telefonicamente il Console Generale a Buenos Aires, per sentire direttamente da lui la sua versione dei fatti, e per dargli - perchè no - la possibilità di replicare alle accuse di Luciano Neri.

Fra le altre cose, Curcio - nell'intervista a Filosa - aveva lanciato una provocazione a Neri: "Perchè non accetta un confronto?" (L'INTERVISTA Giancarlo Curcio, Console Generale di Buenos Aires: "Ho aperto le porte del Consolato ai connazionali. Perchè Neri non accetta un confronto?" - di Ricky Filosa).

Ora Gente d'Italia torna a sentire il membro del coordinamento estero del Pd, che nell'intervista che noi riportiamo integralmente qui di seguito, accetta la sfida lanciatagli dal Console Curcio e "accetto il confronto", dichiara sicuro.

Allora Neri, il Console di Buenos Aires Curcio ha risposto alle sue dichiarazioni della scorsa settimana, lei cosa fa si sottrae?

Ma figuriamoci, non mi sottraggo mai, non è mio costume. Solo che c’è stato anche il 25 aprile, la campagna contro i tagli e quella per la raccolta fondi per l’Abruzzo….temi un po’ più seri e importanti.

Come giudica la risposta che le ha dato?

In realtà Curcio non ha risposto a me ma ad ambasciatori, consoli e ministri del Ministero degli Esteri, evidenziando uno scontro molto forte al loro interno. Uno scontro ormai pubblico, sia in Farnesina che fuori. Anche in Argentina. 

Curcio le risponde che il padre non è mai stato console generale in Argentina

E chi ha mai affermato il contrario, vede che non mi risponde. Io ho detto che il padre è stato incaricato d’affari al tempo della dittatura e lui ( Curcio figlio ) incaricato a Buenos Aires con funzioni di Console generale prima e con formale incarico, sempre come console generale, poi. Una presenza, questa dei Curcio a Buenos Aires, continuativa, esagerata, ingombrante e inopportuna. Impropria per la prassi stessa del Ministero degli esteri. Ho affermato che Curcio ha comportamenti che prefigurano una contiguità politica impropria con un personaggio come Caselli, uno che deve ancora chiarire molto del suo passato, recente e remoto, uno che è senatore italiano e che si candida alla presidenza della repubblica argentina dato che, come ha dichiarato, glielo ha chiesto direttamente Papa Woitila che gli è apparso in sonno. Più che politica potrebbe sembrare una questione neuropsichiatrica, una barzelletta. In parte lo è, ma purtroppo, considerati gli alti interessi in gioco, c’è anche altro, di molto peggio e preoccupante. Ho affermato che il Console Curcio non può “regalare” sul campo, senza sentire né Comites né associazioni, il consolato onorario di San Isidro alla figlia di Sangregorio, vicere sponsabile politico di Caselli e della PDL argentina. Neanche su questo una risposta. Affermo oggi che un Console italiano non va a fare l’accompagnatore alle manifestazioni di partito, come ha fatto Curcio per la presentazione della fondazione del PDL. Invece di rispondere mi dice che lui ha aperto le porte del consolato.  Per non parlare dell’Ospedale italiano, capitolo che apriremo e rispetto al quale spero che gli ispettori ministeriali che sono stati in Argentina abbiano già fatto le verifiche del caso.

Perchè lei dice che il console Curcio in realtà risponde ma attacca altri?

Quando Curcio afferma che la ditta che aveva stampato 120.000 buste elettorali in più era stata scelta dall’Ambasciata, contro il suo parere, sta attaccando l’Ambasciatore Ronca. Quando afferma che “un consolato non serve ad alcuni dirigenti che prima potevano dare favori e prebende” sta attaccando il Ministro Palladino e l’ex Console generale Vigo. E rincara la dose quando afferma “..ho aperto le porte del consolato che pe r tanti anni, dal 2000, erano chiuse”. Specifica persino gli anni per individuare le responsabilità di quelli che a suo avviso le tenevano chiuse. Il top lo raggiunge quando afferma che “il mio è un consolato regolare “, volendo affermare implicitamente che altri non lo sono e/o non lo sono stati.  Dopo simili affermazioni non solo le mie preoccupazioni sul “verminaio”argentino vengono ulteriormente confermate, ma forse dovrebbero consigliare una specifica iniziativa ispettiva da parte del MAE.

Quali sono le domande che secondo lei sono rimaste senza risposta?

Innanzitutto quella della macroscopica incompatibilità ambientale e istituzionale del console Curcio per la gestione del rapporto con il senatore Caselli e con alcuni partiti italiani in Argentina, fattore questo, lo ripeto, che ha definitivamente compromesso l’immagine e la sostanza di un ruolo istituzionale che non può in alcun modo essere assimilato a quello di sponsor di politici o di partito.

Nella sua risposta il Console Curcio afferma: “perché Neri non viene a sfidarmi qui, perché non accetta un confronto?“ Insomma, lo accetta o no questo confronto?

Certo che accetto, con motivato entusiasmo. Anzi, considerate le restrizioni finanziarie imposte a Consoli e Ambasciatori anticipo fin d’ora che pagherò personalmente le spese per la sala dove si terrà il confronto. Di più, se al Console Curcio andasse bene indico anche una data, il 4 giugno, dato che in quel giorno sarò a Buenos Aires. Altrimenti decida lui e me lo faccia sapere. Ci sarò certamente.
 
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