INCONTRO DEI CIRCOLI PD DELLA SVIZZERA NORD- OVEST

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mercoledì 03 settembre 2008

Mercoledì 27agosto, si sono riuniti a Basilea i circoli PD della circoscrizione svizzera nord-occidentale. Alla riunione, aperta a tutti i rappresentanti dei circoli del territorio di rappresentanza ed ai simpatizzanti, hanno partecipato alcune "facce nuove", in particolare di genere femminile. L'incontro si è svolto a ridosso della ripresa delle attività politiche e a seguito dei numerosi dibattiti sullo statuto che hanno catalizzato  parte delle attività del Partito Democratico in Svizzera dopo le elezioni.  


Come ha rilevato uno dei partecipanti all'incontro, il fatto che non sia venuto meno l'impegno volontario dei democratici della nostra circoscrizione, nonostante alcune evidenti difficoltà nei rapporti con il dipartimento estero del Partito in Italia, dovrebbe, già di per sè, costituire motivo di analisi approfondita circa le potenzialità di cui dispongono i cittadini italiani residenti all'estero, e nella nostra specificità nazionale, il ruolo determinante che questa organizzazione ha nel contesto organizzativo e politico nazionale. 

Potenzialità che abbracciano le sfere della passione civile, dell'identificazione (spesso eccessiva) con la madrepatria, dell'impegno politico e sociale (che nella diaspora, occorre ricordarlo, ha trovato un terreno di crescita quasi naturale nel frastagliato universo dell'associazionismo, universo ormai in disarmo o di pura facciata al di sotto delle Alpi).

Queste potenzialità, sommate ad una visione più europea ed ad una esperienza di vita vissuta in paesi con un senso civile diverso, ma positivo, rispetto a quello italiano, potrebbero essere messe al servizio del Partito Democratico in Italia, qualora gli occhi della nostra classe politica dirigente non si limitassero a focalizzarsi sulle lotte intestine tra correnti carsiche. 

Se si vuole essere propositivi, e noi lo siamo da quando ci siamo assunti l'onere di costruire un forte partito riformista che guardi al futuro per creare condizioni sociali e politiche migliori, occorre non solo dar vita ad un partito aperto alle varie esperienze e culture cattoliche e progressiste che hanno modernizzato l'Italia e avviato le condizioni di un'Europa unita, ma anche stendere dei programmi politici - di ampio respiro - realmente innovativi. 

Programmi, che tengano soprattutto conto dei limiti in cui si dibatte la società civile italiana.

L'Italia, purtroppo, non è più un "Paese fantastico", come scrive il direttore Concita De Gregorio  nel suo pur pregevole  editoriale su "L'Unità", ma un paese con una scarsissima percezione del senso civile. E non è nemmeno il paese in cui "se hai bisogno di ingessare una frattura, nei nostri ospedali, che tu sia il Rettore dell'Università o il bidello della Facoltà fa lo stesso, la cura è dovuta e l'assistenza identica per tutti". Probabilmente la De Gregorio si riferisce agli ospedali tedeschi, svizzeri o olandesi confondendoli con quelli italiani dove, per elevarsi allo status di normale paziente, dobbiamo avere conoscenze, strisciare, oliare.  

Dopo una lunga ed interessante discussione preliminare - che ha ben evidenziato l'attuale situazione italiana del PD-, i rappresentanti dei circoli ed i simpatizzanti hanno sviluppato il primo dei due punti all'ordine del giorno: lo statuto del PD all'estero.

Gli intervenuti hanno manifestato alcune perplessità circa le modalità di elezione degli organismi dirigenti del Coordinamento della Circoscrizione estero. Lo statuto, come ha fatto notare qualcuno, è rimasto ancorato al passato. Il fatto che la nomina del Coordinatore del Partito Democratico per gli italiani nel mondo avvenga ancora su proposta del Segretario nazionale e non per elezione parrebbe -de facto-,  sminuire il ruolo dei membri del partito residenti all'estero (questi ultimi conoscono le problematiche dei cittadini italiani residenti all'estero de manu e quindi molto più approfonditamente degli  esponenti PD residenti in Italia. E ciò è già stato ampiamente dimostrato nelle elezioni politiche ed in quelle degli organismi di rappresentanza delle comunità. Su questa norma statutaria gli intervenuti faranno valere le proprie ragioni. Come le altre regioni italiane gestiscono i rapporti con la direzione nazionale, così auspichiamo che sia anche per la circoscrizione estero. 

Si è discusso anche di tesseramento, e delle  risorse finanziarie per produrre e promuovere attività politica nella Circoscrizione estero. Da più parti è stato fatto notare che la fase volontaristica, che ha caratterizzato la campagna elettorale, sia da porsi nel novero dei ricordi come fase pionieristica e costitutiva del PD estero. La vittoria del PD all'estero alle ultime elezioni è stata costruita sul savoir faire delle nostre organizzazioni. Perciò i circoli della circoscrizione sono convinti che per dar luogo ad un progetto politico - culturale forte e ambizioso, bisogna disporre anche di adeguati mezzi finanziari. Come ci ricorda un vecchio adagio popolare piemontese: è l'  argent che fa la guerre !


 

Marco Minoletti 

 
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