Approvato lo statuto della Circoscrizione estero

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lunedì 23 giugno 2008

Dopo la prima giornata di lavoro dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico (Pd), tenutasi venerdì presso la Fiera di Roma, si è riunita ieri nella sede di via Sant’Andrea delle Fratte, in pieno centro storico, la commissione che, al termine di un lungo dibattito, ha approvato finalmente il nuovo Statuto del Partito democratico per gli italiani all’estero.

Oltre all’importante presenza dei delegati Pd per gli italiani nel mondo di tutte e quattro le ripartizioni estere (Europa, Sud e Nord America, Australia-Africa-Asia-Oceania), presente all’incontro, fondamentale per la definizione delle linee programmatiche e per il prossimo cammino del Pd estero, tutto il ‘gotha’ del coordinamento: da Maurizio Chiocchetti, responsabile Pd per gli italiani nel mondo, a Eugenio Marino, coordinatore del gruppo ristretto per lo Statuto; da Luciano Neri ad Anna Ruedeberg dalla Svizzera, da Norberto Lombardi a Franco Danieli, ex vice ministro agli Affari Esteri con delega agli italiani nel mondo. Folta anche la presenza dei parlamentari recentemente eletti all’estero tra cui Marco Fedi, Gino Bucchino, Gianni Farina, Laura Garavini, Nino Randazzo, Fabio Porta e Franco Narducci. In un clima di cordialità e d’intensa collaborazione, il gruppo ha dibattuto a lungo sugli emendamenti presentati al testo di base dello Statuto elaborato da Marino, procedendo alle votazioni di rito degli stessi secondo le modalità utilizzate nella Commissione Nazionale “che richiama e rispetta i principi generali dettati dallo Statuto nazionale del Pd, del suo Manifesto dei Valori e del Codice Etico (articolo 1 dei Principi Generali)”. Piuttosto dilatati i tempi della riunione, iniziata in mattinata e conclusasi solo intorno alle 18.30, ben oltre l’orario che il coordinamento si era inizialmente prefissato: ma che i tempi sarebbero slittati lo si era capito sin dalla mattinata, trascorsa a discutere temi come quello della rappresentanza di genere; dell’elezione dei coordinatori continentali, e delle pari opportunità, in base al quale ogni ripartizione estera è chiamata a proporre due rappresentanti di sesso opposto. Alla fine, però, il testo base redatto originariamente da Marino con la collaborazione di tutti i componenti “ha trovato largo e unanime consenso” ed è stato ritoccato solamente “su alcuni punti tecnici per addetti ai lavori” come fanno sapere dal Pd, mentre non ha subito sostanziali variazioni all’impianto di base, che rimane fondato su una struttura federalista e sulla piena autonomia gestionale e finanziaria della Circoscrizione Estero.

 
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