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L'on. Franco Narducci (vicepresidente della Commissione esteri) ha depositato in Parlamento, assieme ai colleghi Bucchino, Fedi, Garavini, Ricardo Merlo e Porta, una proposta di legge recante "Interventi di formazione linguistica e culturale, di formazione continua e di sostegno all'integrazione in favore dei cittadini italiani e dei loro congiunti e discendenti residenti all'estero, nonché per la promozione e la diffusione della lingua italiana nel mondo. Riforma delle Istituzioni scolastiche italiane all'estero (Scuole Statali e paritarie, Corsi di lingua italiana)".
Il deputato del PD, Presidente dell'UNAIE (Unione Nazionale delle Associazioni di Emigrazione ed Immigrazione), ha sottolineato che "ci troviamo di fronte ad un passaggio storico per la promozione e la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo e questo richiede che vi sia una riforma capace di rispondere alle esigenze dei tempi ". Franco Narducci ha evidenziato che è arrivato il tempo di "situare gli interventi scolastici e la promozione della lingua italiana all'estero in un quadro legislativo accettabile capace di recepire i cambiamenti sociali e culturali successivi alla data di nascita della legge 153. Questo permetterebbe al mercato della formazione linguistica di assumere, nei fatti, quel ruolo strategico che gli compete in un contesto crescente di globalizzazione che ci obbliga ad aprirci alle novità tenendo comunque conto della straordinaria ricchezza che è rappresentata dalla nostra presenza nel mondo". "Bisogna costruire uno strumento - ha affermato Narducci - che persegua finalità di armonizzazione e di programmazione delle attività rivolte all'estero infatti uno degli impedimenti più gravi alla promozione culturale è imputabile alla parcellizzazione degli interventi e alla mancanza di sinergia tra le direzioni e i Ministeri coinvolti in questo processo". " La proposta di legge, che ho presentato ha concluso l'on. Narducci, invoca una gestione unica dell'applicazione della nuova disciplina in tutti i suoi aspetti e introduce delle novità sintetizzabili nei seguenti punti: a) Istituzione, presso il Mae, del Dipartimento per la promozione della lingua e della cultura italiane all'estero: una struttura operativa composta essenzialmente da operatori e tecnici della Scuola, in grado di interpretare il ruolo della scuola italiana all'estero in totale sintonia con i processi innovativi in atto nella scuola metropolitana. Maggiore coinvolgimento, quindi del MIUR b) USN (uffici scolastici nazionali) e USC (uffici scolastici circoscrizionali): una novità assoluta. I due uffici riproducono la struttura metropolitana degli Uffici Scolastici Regionali e dei Centri Servizi Amministrativi (ex Provveditorati). In tal modo la scuola italiana all'estero è monitorata non più e non solo dal centro (MAE) ma da uffici locali che meglio sono in grado di prendere decisioni, sviluppare percorsi e prefigurare progetti. c) Enti Gestori: vengono valorizzati mediante la parità, ma vengono anche sostenuti nelle strategie di diffusione della cultura; infine, il loro lavoro viene anche meglio controllato perché sia in linea con quanto l'intero progetto di diffusione della lingua e della cultura prevede. d) Intervento statale: viene riaffermata la centralità dell'intervento statale, sia in fase di programmazione che negli aspetti didattici e di personale. Ma nello stesso tempo, viene dato maggiore valore al personale assunto in loco. e) Personale statale (ex MAE): se da una parte si mantiene fermo il principio dell'importanza della presenza di detto personale, dall'altra, date le specifiche competenze, si utilizza meglio il personale anche in ambiti di progettazione e tutoraggio (senza ulteriori riconoscimenti economici). f) Personale assunto in loco: stabilizzazione del personale mediante una graduatoria con punteggi chiari (riconoscibili anche in Italia); difesa della qualità del personale e quindi del diritto all'assunzione da parte degli enti gestori secondo criteri chiari e trasparenti; valorizzazione di professionalità che, diversamente, sarebbero disperse. g) Personale a tempo indeterminato 'residente': una risorsa del tutto nuova; permette, a costo zero per l'amministrazione, di valorizzare il personale che ha una lunga esperienza e un notevole spessore professionale". |