SENATO - Antonino Randazzo

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giovedì 13 marzo 2008
Antonino RandazzoNato il 22 luglio 1932 a Leni (Messina) e Residente a Melbourne (Australia). Giornalista, scrittore, saggista e commediografo. In Australia dal 1952. Collaboratore dei quotidiani italiani "La Gazzetta del Sud" di Messina, e "Il Giornale d'Italia" di Roma, dei quotidiani australiani "The Sun", "The Herald", "The Australian", di riviste letterarie e periodici di saggistica storica, politica e sociologica in Italia e Australia.

Fondatore nel 1955 e primo Direttore del periodico laburista-sindacale "Il Progresso Italo-Australiano", edito a Melbourne. Sindacalista, eletto nel 1955 alla direzione della sezione del Victoria della Amalgamated Postal Workers Union of Australia. Vicedirettore dal 1959, poi direttore responsabile dal 1978 del quotidiano italiano d'Australia Il Globo, edito a Melbourne, che ha deciso di lasciare già lo scorso 21 febbraio, senza essere quindi certo, anzi, con pochissime possibilità di elezione.

 

"Lascio, francamente non senza un velo di rimpianto, dopo 28 anni la direzione di una testata alla quale ho legato una vita lavorativa già fin dalla sua fondazione nel lontano 1959" ha scritto Randazzo ai suoi lettori, annunciando la sua candidatura. "Il rispetto delle pari opportunità per tutti i partecipanti a una competizione elettorale democratica esige, da chi ha mansioni decisionali nella conduzione quotidiana di un mezzo di comunicazione all'atto di schierarsi con una parte in corsa a una carica istituzionale elettiva, anche un distacco dal delicato compito di scegliere i contenuti e stabilire gli indirizzi generali di un organo d'informazione e opinione - ha sottolineato il futuro senatore dell'Unione -

 

Mettersi in aspettativa per la durata di un intervento personale in una campagna elettorale è una normale prassi in questo come in altri settori di attività dove sussista il potenziale di esercitare a scopi personali un'indebita influenza sull'opinione pubblica". Ricchissima la carriera di autore teatrale, fra le sue opere: "Il sindaco d'Australia" (1981); "Le fiamme di Kalgoorlie" (1987); "Emmaus" (1988, ciclo drammaturgico degli atti unici "E l'aquila irlandese divorò il falco latino", "Gli amici mi aspettano", "Appendemmo le cetre ai salici piangenti", "Il viaggio", "Prigioniero di Sua Maestà"); "L'ultima flotta" (1989); "Il canto della sera" (2001). E numerosi i titoli della sua saggistica: "Storia degli italiani in Australia" (Melbourne, 1969); "The Italians in Australia" (Brisbane, 1987); "Radici eoliane: Santamaria d'Australia" (Centro Studi, Lipari, 2003).

 

Pluripremiato per l'attività giornalistica e l'impegno culturale, Randazzo è stato fra l'altro co-fondatore della Compagnia Teatrale Italo-Australiana di Melbourne, dell'Icaie (Iniziativa Culturale Australia-Isole Eolie), della Famiglia Siciliana, federazione di associazioni siciliane nello Stato del Victoria. Cavaliere Ufficiale (1980) dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana "per benemerenze culturali", ha ricevuto la Medaglia del Centenario della Federazione Australiana "per i servizi resi al settore dell'informazione".

 

"La libera scelta di estendere alla politica attiva una lunga esperienza giornalistica nelle svariate realtà dell'italianità all'estero non significa assolutamente un taglio col mondo dell'informazione" ha spiegato Randazzo. "Oggi, nel voltare pagina senza chiudere il libro, credo di potermi concedere un misto di vanità e umiltà sostenendo che i successi e le sconfitte, le soddisfazioni e le amarezze, la verità delle giuste cause e insieme gli immancabili errori di una pluridecennale militanza giornalistica in Australia sono stati sempre accompagnati e segnati dalla consapevolezza delle responsabilità che il compito comporta e dall'intenzione-guida di tenere alta l'immagine dell'Italia e difendere i diritti e l'identità della nostra gente in questo Paese in un processo di dinamico inserimento nella società ospitante".

 

"Le incertezze della nuova avventura - conclude Randazzo - vengono ad acuire ora il senso di gratitudine e la volontà di non allontanarmi troppo da una vita e un ambiente che sono la parte più viva di me. Pausa di distacco sì, ma non addio: come un marinaio che passa dal timone al remo".

 
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