Il senatore Randazzo a Sydney: “Italia, febbre sì ma non malattia terminale”

PDF Stampa E-mail
giovedì 05 giugno 2008

Le celebrazioni del 2 giugno a Sydney, con una vasta partecipazione di pubblico e autorità, si sono principalmente  articolate nella deposizione di una corona di fiori al Sacrario dei Caduti, una Messa solenne nella cattedrale di St. Mary, un ricevimento offerto dal console generale d’Italia, dott. Benedetto Latteri, una manifestazione popolare nel complesso della Dalton House di Pyrmont, a specchio di un incantevole ramo della baia, intercalata da un segmento ufficiale di interventi, fra cui quelli del premier del New South Wales, l’on. Morris Iemma, il senatore Nino Randazzo, l’on. Laurie Ferguson, in rappresentanza del primo ministro federale Kevin Rudd, la senatrice Connie Fierravanti-Wells, in rappresentanza del leader federale dell’opposizione Brendan Nelson, il leader dell’opposizione nel Parlamento  del NSW on. Barrie O’Farrell, il vice console d’Italia dott.ssa Lucia Cornelli, il presidente del comitato per le celebrazioni della giornata nazionale John Caputo, il presidente del Comites del New South Wales Pino Musso, il presidente della Camera di Commercio Nick Di Girolamo.

Nel suo intervento il senatore Nino Randazzo, che ha presenziato alle manifestazioni di Sydney mentre l’altro parlamentare italiano della ripartizione, l’on. Marco Fedi, svolgeva analogo ruolo a Melbourne, ha sottolineato che “in una duplice ricorrenza, tanto significativa per gli italiani in patria e nel mondo, i 62 anni della Repubblica Italiana si abbinano perfettamente ai 60 anni della Costituzione Repubblicana, la più completa e moderna carta costituzionale che una nazione potesse mai darsi, un prezioso documento a garanzia di democrazia, unità, libertà e progresso di cui essere veramente gelosi e andare orgogliosi al cospetto di qualsiasi altro popolo”.

“Sappiamo tutti benissimo – ha proseguito Randazzo - che l’Italia sta affrontando delle criticità forse senza precedenti, dei gravissimi problemi d’ordine politico, economico e sociale. Certe immagini dell’Italia che fanno il giro del mondo possono provocare reazioni preoccupate di sfiducia e anche indignazione. Ma non è assolutamente il caso di cedere alla sfiducia estrema e al pessimismo. Perché l’Italia i suoi problemi li conosce e li affronta. E li risolverà. Come sempre nella sua storia. Nonostante la presenza di forze politiche che alimentando xenofobia e razzismo giocano allo sfascio, quella odierna non è l’Italia della crisi da ultima spiaggia, bensì sempre l’Italia coi suoi tesori di storia, cultura e bellezze naturali, che il mondo ama ed ammira e che milioni di suoi figli sparsi per ogni continente portano nel cuore. E’ anche l’Italia che ha, e deve ulteriormente consolidare, i suoi legami di cultura e di sangue con l’Australia. L’Italia, al pari di qualsiasi organismo vitale, può spesso apparire, ed essere come in questo momento, febbricitante. Ma è solo febbre, e non malattia terminale”.

“Tutto qui – ha concluso il sen. Randazzo - il saluto, il messaggio e l’augurio. Sessantadue anni di fervida ed operosa democrazia, con le sue luci e le sue ombre, ci stanno alle spalle. E possiamo complessivamente andarne fieri. A un più splendido futuro potranno, potremo, contribuire tutti i figli d’Italia nel mondo”.  (Inform)

 
Pros. >

Spot PD Estero

Click sul Play per attivare
Leggi il programma per gli italiani nel mondo
Dal III Rapporto Semestrale: Finanziaria
fai click qui!

Sondaggio

Riformare i Com.It.Es...?
 

Ultima Newsletter

  • News da Partito Democratico nel Mondo del martedì 18 novembre 2008 - 2008-11-18